Il progetto Kolyma prevede l’attraversamento in MTB della pista “Kolyma” nel nord ovest della Siberia. in una delle zone piu’ inaccessibili e desolate per una distanza di 2400 km . La Kolyma corrisponde oggi alla regione russa della Magadanskaya oblast, per estensione pari circa alla Francia. Si estende dal capoluogo Magadan, sulla costa sul mare di Okhotsk, fino a quattro-cinquecento chilometri all’interno. Kolyma è il nome del fiume più importante della zona, che sfocia nel mar glaciale artico dopo aver attraversato la regione in tutta la sua lunghezza. È uno degli ambienti più freddi del pianeta e attraversa il cosiddetto polo del freddo dell’emisfero del nord del pianeta Una breve estate umida e fredda interrompe appena i lunghissimi mesi del rigido inverno, con temperature che possono arrivare anche a -72°. Le correnti fredde arrivano dall’artico e raggelano queste terre prive di barriere naturali per fermare i venti del nord. Il cuore della regione è montuoso, domina la taigà e più a nord la tundra. Il clima è fortemente continentale. Le cime della Kolyma non sono elevatissime, ma per la latitudine a cui si trovano sono tetre e spoglie di alberi..
Costruita durante la colonizzazione siberiana nell'epoca staliniana da prigionieri dei gulag, la strada non è al giorno d'oggi percorribile con normali veicoli stradali.
Strada delle ossa , questo tetro soprannome deriva dalla storia che vorrebbe la strada lastricata con una mistura di terra, ghiaia e ossa dei prigionieri morti durante la sua costruzione. Una fitta rete di gulag si estendeva dal mare di Okhotsk (Magadan) fino a 400-500 km all’interno, verso le gelide montagne. Si calcola, secondo stime arrotondate realisticamente per difetto, che la cifra dei caduti si aggiri attorni ai 3 milioni di individui
Dopo il crollo della cortina di ferro , la strada è stata percorsa per la prima volta da occidentali nel 1995 . La storia della Kolyma come centro per antonomasia dell’arcipelago gulag, polo del freddo e della crudeltà, un brivido lungo la schiena dei russi in quegli anni, va dall’inizio degli anni ’30 fino circa alla morte di Stalin (1953).